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Fase lunare

Waning Gibbous Moon
Waning Gibbous Moon

The moon is currently in Pisces
The moon is 19 days old
Solar Dynamics Observatory 2020-07-10T06:48:14Z
Observatory: SDO
Instrument: AIA
Detector: AIA
Measurement: 193
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Il “Tripletto del Leone”… ai tempi del Corona!

Questo magnifico gruppo, detto “Tripletto del Leone”, costituito dalle galassie M65 ed M66 chiamate comunemente Gemelli del Leone e dalla galassia NGC 3628, detta anche galassia “Hamburgher”, ci mostra una diversa prospettiva su 3 galassie a spirale di grande dimensione. Mentre i dischi di M65 e di M66 appaiono abbastanza inclinati per mostrarci la loro struttura a spirale, l’Hamburger si mostra di profilo e ci lascia intravedere una striscia di polvere oscura.
Nel medesimo campo di inquadratura risalta anche HIP55262 (HD98388), una stella di magnitudine 7,12 che si trova nella sua sequenza principale.
Integrazione totale di 6 ore e mezzo tra il 16 e il 17 marzo 2020 (Takahashi FS102 – Moravian G28300 – Pose 36×300 L – 24×180 bin2 R – 24×180 bin2 G – 24×180 bin2 B)

Leo-Triplet-AstroV

NGC 6888… in due notti!

NGC 6888, detta più comunemente “Crescent Nebula” (o identificata anche anche con la sigla C27) è una nebulosa diffusa che si trova nella Costellazione del Cigno a circa 2,5 gradi a sud-ovest della stella γ Cygni.
Lontana circa 5 mila anni luce ed estesa nello spazio profondo per circa 16 anni luce, questa bolla di gas sospesa nel cielo profondo ci affascina ormai dal 1792, anno in cui fu scoperta da William Herschel. Oggi non siamo ancora certi sulle sue origini: la comunità scientifica è divisa in due correnti di pensiero, la prima sostiene che sia stata generata dallo scontro di fortissimi venti stellari, l’altra invece afferma che sia la traccia lasciata dall’esplosione di una supernova… L’unica “quasi” certezza che abbiamo è che nel giro di pochi millenni sparirà nei meandri del cosmo con la consapevolezza di aver impresso centinaia di migliaia di sensori di tanti appassionati come noi.

Foto eseguita nelle notti del 25 e 27 giugno 2019 (GSO RC8 Deluxe – Moravian G2-8300 – Pose 25×600 H-alfa – 25×600 OIII, elaborazione Pixinsight-Photoshop)

1_NGC6888

Per me linguine alla polpa di granchio, grazie….

Finalmente, dopo un buon mese di piogge ininterrotte (leggasi come la maledizione della prima luce) il meteo ha dato un po’ di tregua e al tempo stesso è tornata la voglia di rimontare l’attrezzatura. In questo sfigatissimo periodo di fine autunno dove sto aspettando in gloria di poter riprendere la nebulosa Elmo di Thor, decido di provare la nuova fotocamera con cui ho sostituito la Canon 450D full spectrum: una Canon 1100D modificata Baader. 

E’ sempre presto però per poter fotografare l’elmo e avendo (ahimè) a casa le luci fisse del palazzo vicino devo poter fare qualcosa ad E-SE per evitare le luci parassite. Un paraluce improvvisato con un elastico e un foglio di eva da 5 mm mi aiuta a vincere questa luce. 

Girandomi vedo già alta M45, Aldebaran è a filo del tetto, e comincio a pensare alla remota possibilità di riuscire a fotografare M1. Proviamo….effettuo l’allineamento e poi il fuoco, finalmente è la serata adatta per provare anche la nuova camera di guida e la guida fuori asse. 

Muovo su Capella, faccio il plate solving, la montatura e il planetario sono sincronizzate in meno di trenta secondi. Sono pronto per cominciare. Nel frattempo Aldebaran si è alzata e quindi muovo direttamente su M1, faccio nuovamente il plate solving e miracolosamente senza correzioni M1 si trova nel centro del fotogramma. Bene…siccome di astrofili della vecchia guardia ce ne sono più pochi ed io non faccio parte di questi, ho approntato la postazione interna e mentre il telescopio continua ad inseguire M1, io torno in casa al caldo seguendo le operazioni dall’interno e…guardacaso…per cena una bella linguina alla polpa di granchio ce la vogliamo far mancare???

Purtroppo l’integrazione non è tantissima, ma la nebulosa del Granchio finalmente entra a far parte della mia collezione di immagini del profondo cielo. La post produzione è di Roberto Dori, l’ immagine in alta risoluzione la potete visualizzare in galleria.

 

 

Un cenno da wikipedia sulla nebulosa del Granchio potete trovarlo a questo link: https://it.wikipedia.org/wiki/Nebulosa_Granchio

E…le linguine erano ottime.

Bolla. Di caldo africano…..

Foto di copertina di Roberto Dori, post produzione di Paolo Dori

Dopo essersi ripresi dalle fatiche estive, il gruppo è tornato a divertirsi a Passo Croce facendo un po’ di foto. Cominciando dall’uscita della Lipu in concomitanza delle Perseidi, passando per la serata G-Astronomica alla Canonica di Pruno e concludendo con la serata osservativa dell’orto giardino della Lumaca a Pietrasanta, dove per l’appunto è nata l’idea di andare su il giorno dopo (tanto la macchina era già carica), non bastava… dovevamo partire e andare su a fare foto. 

Presumendo che il recente novilunio avrebbe favorito anche altri astrofili, mi sorge il dubbio di trovare affollamento al passo e così già dalla mattina del 25 agosto comincio il giro delle telefonate. 

Ciao, sei su stasera? Si Paolino, stasera siamo su! E ti pare che allora non ci si prepari per una seratina da trascorrere in allegria? Panini, birre, caffè e rum, forse c’è posto anche per un po’ d’acqua.

Arriviamo su abbastanza presto io e Roberto P. ma, ahimè, troviamo il posto consueto già occupato: Rossano si era piazzato con il 10″, Geppi invece si era messo sopra la marginetta con il fedele Takakashi. C’è un nuovo amico, Cristian, alle prese con la camera di guida e filettature withworth che proprio non vogliono essere digerite ma… come sempre, il buon vecchio nastro isolante risolve una marea di problemi. 

Mi piazzo di fronte alla marginetta al riparo da venti e lupi, mentre Roberto si piazza di fronte a me. Pronto il bilanciamento, è l’ora di cena. Ci uniamo al tavolo di Rossano, pagnotta e birra alla mano discutiamo delle varie attrezzature. Nel frattempo arriva Roberto D. che, innamorato dei trails, si piazza sul colletto antistante la marginetta (dove è stata scattata la foto sopra) e poi si fionda ad aiutare Cristian con PHD guiding. Una Mercedes bianca parcheggiata lì accanto era un po’ una rogna, ma tollerabile. 

Meno tollerabili erano le macchine che passavano di continuo, giovani coppie alla ricerca di un posto per appartarsi, ma… col traffico che c’era quella sera la privacy sarà sicuramente andata a farsi friggere. 

Piacevole incontro con il Guardiaparco Fabio Viviani insieme ad una biologa che erano andati a cercare di richiamare i lupi verso Fociomboli, ma avvistamenti non ce ne sono stati. In compenso c’è stata qualche preghiera (chiamiamola così) di spengere i fari perchè gli otturatori delle fotocamere erano aperti, le sessioni fotografiche erano ormai partite.

Divertentissimo Roberto P. dopo la scoperta di un gruppo di nane rosse quasi all’orizzonte, ve le faremo vedere quando vi unirete al gruppo e verrete al passo a fare foto insieme a noi, purtroppo non si possono fotografare. 

Arrivano quasi le 3 di notte, siamo stanchi dopo la sessione fotografica ma, anche stavolta abbiamo portato a casa un piccolo risultato che ancora mancava in galleria, la Bubble Nebula o NGC 7635, anche se in realtà abbiamo dato un po’ di importanza anche alla Helix Nebula o NGC 7293, ma stanchezza e perdita della stella guida hanno giocato a sfavore e allora abbiamo deciso di farla in altra occasione. Per l’immagine completa e relativi dettagli cliccate sulla foto o andate sulla galleria. Cieli oscuri.

NGC 7635 Bubble Nebula

Una rinfrescata ogni tanto ci vuole…

Ci risiamo… io, Rossano e Geppi. Stavolta c’è anche Anna Maria. 21 aprile, ore 19 siamo già tutti su al passo e stiamo montando. Una spessa coltre di nubi mi fa esitare per un po’, ma mentre gli altri avevano già montato, io ci penso ancora, mentre ne approfitto per mangiare qualcosa. C’è vento… le nubi cominciano  a diradarsi… anche se poco fiducioso, tiro fuori tutta la cavetteria e collego tutta l’apparecchiatura. E’ la prima volta che provo sul campo la configurazione in parallelo dell’ottantino e dell’rc8. 

Si comincia ad intravedere la Polare, quindi comincio l’allineamento del telescopio. Non è stata una cosa facile riuscire a bilanciarlo, vista la differenza di pesi dei telescopi, ma alla fine, con molta pazienza, riesco nell’intento e comincio la ripresa. 

Il soggetto designato è M81, la Galassia di Bode. Comincio a notare una certa velatura sul tetto della macchina, ma non gli do troppa importanza, mi accerto comunque che il primario non risenta di quella guazza che c’è nell’aria. Eppure non dovrebbe essere così…. visto il vento, che avrebbe dovuto spazzare via l’umidità… visto però il freddo che comincia a diventare pungente decido di provare il dithering invece di fare i dark… il vento si intensifica e mi rifugio nella marginetta del passo. Anna è in macchina che si ripara dal freddo, mentre con Rox e Geppi cerchiamo di scaldarci con un po’ di rum.

A mezzanotte e mezzo circa mi rendo conto che c’è qualcosa di bianco sul computer e sul telescopio. Non sento più le estremità, il freddo c’è e si vede, il bianco sull’attrezzatura è ghiaccio… decido quindi di sospendere l’attività fotografica, non prima di aver effettuato una serie di flat, e poi comincio a smontare. Il risultato non è dei più eccelsi, ma è sicuramente già qualcosa…. il risultato naturalmente va in galleria.

Galassia di Bode

Adesso non resta che riprovare, integrando maggiormente ed aumentando il tempo di posa. Ma la configurazione funziona e, anche se il gelo ci ha messo in fuga, la prossima puntata riprovo a riprenderla di nuovo. Alla prossima!