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Waning Gibbous Moon
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Solar Dynamics Observatory 2020-08-06T10:48:26Z
Observatory: SDO
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Giocherellando con Astroberry

Buona Pasqua a tutti, cari Astrofili affezionati del nostro blog. Dopo una decina di giorni di prove ho deciso di mettere giù qualche riga riguardo ai giocattoli nuovi entrati prepotentemente a far parte di AstroVersili, i Raspberry. Al raggruppamento del CAAT dello scorso 8 dicembre Paolo Bacci ventilò l’idea di una AllSky camera, e lì cominciò a frullarmi in testa questa cosa. Finchè non trovo in rete, sul sito GitHub un articolo di Thomas Jaquin su come costruire una AllSky camera con un Raspberry PI. Gli interessati possono naturalmente andare a vedere qui, è spiegato bene e se pur il raspberry non sia cosa da principianti in informatica, si trova tutto il tutorial rendendo la vita più facile anche ai meno smanettoni: https://github.com/thomasjacquin/allsky

La camera in questione è una ZWO ASI034MC, presa d’occasione. Piccola camera planetaria, ormai superata, sacrificabile per il progetto. Lo stesso propone una ZWO ASI120, però noi abbiamo trovato questa e l’abbiamo messa in casa. L’obiettivo è stato donato da una telecamera di videosorveglianza rotta ormai passata nello scatolone riportante la scritta “Cose che potrebbero servire”. Meno male che ce n’erano due, il primo obiettivo era più spinto, il secondo più aperto. L’adattatore M42 ordinato su Aliexpress e mai arrivato a causa delle poste che hanno ridotto ormai il servizio a causa dell’emergenza sanitaria del momento è stato genialmente autocostruito con la stampante 3D del gruppo. E finalmente dopo qualche giorno, stanotte una delle tante sorprese:

La prima meteora ripresa dalla nostra AllSky Camera, direzione da sud a nord.

Il raspberry si comporta egregiamente, per ovviare alle alte temperature abbiamo dotato il contenitore di una grossa ventola traente. Seguiranno naturalmente ancora prove prima di effettuare la condivisione delle immagini sul nostro sito. Il progetto comunque permette di produrre immagini, time lapse, startrail, e keogram.

il time lapse della scorsa notte
lo startrail della scorsa notte
il keogram della scorsa notte

Non paghi della versatilità di cotanto apparecchio, arriva il messaggio di Simone che sventola in pompa magna la parola “Astroberry”. Lì per lì ho sottovalutato la cosa, pensando fra me e me che tanto avevo già il computer e che non me ne sarebbe certamente servito un altro visto che tanto uno ce l’avevo già. Però con Simone che pungola da una parte e dall’altra la curiosità di vedere come funzionava hanno fatto breccia e mi hanno costretto a sfare l’altro progetto che stavo facendo con il raspberry, ossia un lettore multimediale, e provare ad installare Astroberry al posto di Raspbian.

ed eccolo qui Astroberry, l’ingombro è quello di un pacchetto di sigarette, la potenza è incredibile

Il sistema operativo si presenta già con IP statico, Samba e come planetario usa KSTAR. Non è eccezionale dal punto di vista grafico, però svolge bene la sua funzione. Collego la Canon alla porta usb e do il via a EKOS, il programma per astrofoto dedicato di Kstar. Lì per lì non ne vuole sapere, ma il buon toscano ha la sua arma segreta, che ora non posso svelare causa blasfemia. E miracolosamente comincia a funzionare. Kstars prima di funzionare, come tutti i programmi seri, deve essere configurato sennò non ti permette di fare nulla. Con calma e pazienza, non conoscendolo, perdo un pomeriggio sano per configurarlo (cosa che poi si è rivelata semplicissima, un lavoro da 10 minuti).

Decido quindi di provare a collegare la montatura ad Astroberry tramite il Synscan provo di tutto e di più ma niente, non si muove. Per poter essere interfacciata al computer con driver Ascom e sistema operativo windows, il Synscan deve essere impostato su PC direct mode, per cui opto per la stessa modalità, ma niente, non vuole funzionare. Non so perchè ma decido di uscire dalla modalità pc di Synscan e tantomeno so il motivo per il quale clicco sullo spostamento a nord del comando di Kstars….Eppur si muove!

Capito il giochino, non rimane ancora che provare il tutto. La sera stessa collego tutte le periferiche, montatura, fotocamera e focheggiatore Armadillo ad un hub usb utilizzando solamente una delle porte usb-3 di Astroberry, dal menù strumenti > gestione periferiche di Kstar configuro senza problemi sia la montatura, una Skywatcher EQ6, che l’Armadillo. Effettuato il classico allineamento a tre stelle – perchè comunque una delle particolarità di Kstar è quella di lasciare disponibile il tastierino del Synscan, a differenza di EQmod, che funziona solo se è attivata la PC direct mode sul Syscan inibendo il tastierino, una volta acceso il demone su Kstar, premendo il tasto destro sul planetario > synscan > find scope il planetario si posiziona sulle coordinate del telescopio, che vengono lette da Kstar ma permettendo le correzioni del caso per poi poter sincronizzare il tutto sempre con il tasto destro > synscan > sync.

come si presenta Kstar, nonostante l’immagine sia della versione per windows, su Astroberry è perfettamente uguale

Per dirigere il telescopio sull’oggetto prescelto, ad es. M42, ci sono più possibilità. Durante la configurazione di Kstar è possibile scaricare tutti gli aggiornamenti del profondo cielo (DSO), comete, stelle, asteroidi, pianeti ecc., dopodichè possiamo seguire diverse strade: A) spostarsi nel planetario selezionando l’oggetto, tasto destro del mouse > synscan > goto; B) digitare il nome dell’oggetto nel campo di ricerca e da lì puntare l’oggetto; C) la parte più divertente, dove, in base alla magnitudine dell’oggetto variabile a piacimento, si può vedere gli oggetti del momento: menu strumenti > dati > che si vede stanotte.

che si vede stanotte?

Nella finestra relativa a “che si vede stanotte” è possibile scegliere e puntare gli oggetti in base a data, luogo, periodo del giorno e magnitudine. E naturalmente dalla tipologia di oggetto.

Avendo impostato una magnitudine 15 ed avere selezionato comete, se il database è stato ben configurato verranno fuori le comete visibili alle nostre coordinate, con una magnitudine fino ad un massimo di 15 e nel periodo serale.

ecco le comete visibili fino alla quindicesima magnitudine

E’ sufficiente quindi cliccare su centra oggetto per visualizzarlo sul planetario e poi usare la funzione GOTO del demone del telescopio per puntare l’oggetto. Semplice, no? Ma le sorprese non finiscono perchè, anche se non è APT, l’ormai blasonato programma che gira esclusivamente in ambiente windows, Ekos, il potente tool fotografico di Kstar, fa il lavoro sporco. Si accolla il peso di tutte le sessioni fotografiche. Queste sono programmabili con estrema facilità, perchè quando il programma conosce le nostre ottiche e la nostra attrezzatura di ripresa, siamo già a metà dell’opera. E siccome glielo avete impostato in precedenza, non dovreste avere alcun problema nel farlo funzionare. Eventualmente seguirà un piccolo articolo sull’utilizzo di Ekos.

Passiamo però al punto di forza di Astroberry: avendo la possibilità di avere il proprio wifi per potersi collegare in remoto con altri dispositivi tipo tablet o cellulari (naturalmente non delle vecchie ciofeche, ma dei dispositivi piuttosto buoni). Personalmente ho fatto le prove con un Ipad air 2 e con uno Huawei P9 plus. Sono strumenti un po’ datati però perfettamente funzionanti. Però ricordiamoci: non si può pretendere di interagire con Astroberry con un Nokia 3310, se pur glorioso telefono….no, non è proprio adatto. Vediamo quindi come si presenta Ekos sul monitor dello Huawei in collegamento tramite VNC:

Ekos durante la ripresa fotografica. Una sessione di 20 scatti da 5′ a 800 iso, screenshot da Huawei P9 plus

Il risultato è evidente…

il tripletto del Leone fotografato con Canon 1100D e Ekos visualizzato su pc collegato con VNC

Così come APT, nella versione a pagamento, ha la possibilità di effettuare il plate solving interfacciandosi con All Sky Plate Solver, fantastico programma scritto da Giovanni Benintende, che in base alle ottiche permette di scaricare tutte le astrometrie adeguate alle nostre ottiche, oppure con platesolver 2, altro programma che svolge la stessa funzione, questa opzione viene attivata solo ed esclusivamente se il programma è registrato. 19 euro li vale tutti, per l’amor del cielo, così come il rinnovo annuale che ne costa solo 6, però se un programma è gratis e funziona bene, perchè non provare ad utilizzarlo? Ekos cosa fa: la funzione plate solving permette di scattare un’immagine, trasmetterla direttamente ad astrometry.net per ricevere la posizione esatta del nostro telescopio rispetto alla posizione sul planetario. Una volta ricevuta la corretta posizione, Ekos ci permette di sincronizzare la montatura ed il planetario sulla posizione attuale oppure di centrare l’oggetto che avevamo scelto. Personalmente preferisco sincronizzare e poi ricentrare l’oggetto.

il plate solving di Ekos. Ci mostra l’effettiva posizione del telescopio e il soggetto che avevamo scelto prima di effettuare il plate solving

L’immagine sopra mostra l’effettiva posizione del telescopio dopo aver effettuato il plate solving ed avere effettuato la sincronizzazione della montatura con il planetario Kstar. Particolarità di questo plate solver è indicare l’errore che c’era prima della sincronizzazione.

l’errore del puntamento precedente riportato in rosso

Non rimane altro che ricentrare il telescopio sul nostro soggetto, fare un paio di pose per vedere se lo abbiamo nel mezzo del fotogramma, dopodichè cominciare la nostra sessione fotografica.

M 66 ricentrata dopo il plate solving. Screenshot da Huawei P9 Plus

Ulteriore particolarità del plate solving di Ekos è quella di mostrare l’orientamento del fotogramma dopo aver ricentrato il soggetto, di mostrare dove si trova il telescopio e quindi darci la possibilità di cominciare l’inseguimento. Per guidare, Astroberry include già il ben noto programma gratuito PHD Guiding, che si interfaccia alla perfezione con Kstar. Non mi dilungo ulteriormente su questo argomento per oggi, ma concludo dicendo che la gestione dispositivi di Kstars permette di controllare tantissime periferiche, delle marche più o meno note. Il costo è accessibile da tutti, perchè un Raspberry PI4 con 4 giga di ram completo di tutto, scafandro, ventola, radiatori, ed una schedina micro SD da 64 gigabytes costa all’incirca un centinaio di euro. Un potente tool per il nostro osservatorio a costo praticamente irrisorio.

Cieli sereni

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