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Fase lunare

Waxing Crescent Moon
Waxing Crescent Moon

The moon is currently in Leo
The moon is 4 days old
Solar Dynamics Observatory 2017-05-30T12:49:42Z
Observatory: SDO
Instrument: AIA
Detector: AIA
Measurement: 193
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Maggio 2017, che Osservare ?

CARTE DEL CIELO

Orizzonti  —>  NORD  –  EST  –  SUD  –  OVEST  <—  e  —> ZENIT <—

 

Cielo Profondo:

M4 – ammasso globulare, nella costellazione dello Scorpione

Nebulosa Trifida e Nebulosa Laguna – nebulose diffuse, nel Sagittario

M29M39 – ammassi aperti, nel Cigno

Cr399 o Attaccapanni – ammasso aperto, nella Volpetta

M44 o Presepe – nel Cancro

Ammasso Doppio h+X Per – nel Perseo

M101Girandola – galassia a spirale, nell’Orsa Maggiore

M104Sombrero – galassia a spirale, nella Vergine

M13 – ammasso globulare, nell’Ercole

Mel111Ammasso della Chioma – ammasso aperto, quasi allo zenit, nella Chioma di Berenice

M5 – amasso globulare, nel Serpente

NGC5139Omega Centauri – ammasso globulare, nel Centauro

 

Pianeti:

Mercurio: Difficilmente osservabile al mattino e molto basso sull’orizzonte

Venere: Torna ad essere visibile nelle prime ore del mattino; a fine mese arriva a sorgere 2 ore prima del sole.

Marte: Visibilità ridotta a inizio sera, poco dopo il tramonto, e in calo.

Giove: Rimane ben visibile per gran parte della notte.

Saturno: Torna ad essere osservabile, poco prima della mezzanotte ad inizio mese aumentando fino a gran parte della notte a fine mese.

Urano: Compare ad Est al mattino poco prima del sole, osservazione difficoltosa dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, migliora a fine mese quando sorgerà quasi contemporaneamente a Venere.

Nettuno: Osservabile (con un telescopio) brevemente a Sud-Sud-Est all’alba; osservabilità migliora a fine mese.

Plutone: Osservabile (con un buon telescopio) per la seconda parte della nottata a fine mese, da Sud-Est.

 

Eventi:

7 Maggio: Congiunzione Luna-Giove nella Vergine, ore 22.30 circa.

14 Maggio: Congiunzone Luna-Saturno nel Sagittario, ore 00.00 circa.

22 Maggio: Congiunzione Luna(falce)-Venere, ore 05.00 circa.

 

Luna:

Plenilunio all’11 del mese e Novilunio al 26. 

 

Cieli Sereni

Fonti: UAI e Wikipedia

 

Una rinfrescata ogni tanto ci vuole…

Ci risiamo… io, Rossano e Geppi. Stavolta c’è anche Anna Maria. 21 aprile, ore 19 siamo già tutti su al passo e stiamo montando. Una spessa coltre di nubi mi fa esitare per un po’, ma mentre gli altri avevano già montato, io ci penso ancora, mentre ne approfitto per mangiare qualcosa. C’è vento… le nubi cominciano  a diradarsi… anche se poco fiducioso, tiro fuori tutta la cavetteria e collego tutta l’apparecchiatura. E’ la prima volta che provo sul campo la configurazione in parallelo dell’ottantino e dell’rc8. 

Si comincia ad intravedere la Polare, quindi comincio l’allineamento del telescopio. Non è stata una cosa facile riuscire a bilanciarlo, vista la differenza di pesi dei telescopi, ma alla fine, con molta pazienza, riesco nell’intento e comincio la ripresa. 

Il soggetto designato è M81, la Galassia di Bode. Comincio a notare una certa velatura sul tetto della macchina, ma non gli do troppa importanza, mi accerto comunque che il primario non risenta di quella guazza che c’è nell’aria. Eppure non dovrebbe essere così…. visto il vento, che avrebbe dovuto spazzare via l’umidità… visto però il freddo che comincia a diventare pungente decido di provare il dithering invece di fare i dark… il vento si intensifica e mi rifugio nella marginetta del passo. Anna è in macchina che si ripara dal freddo, mentre con Rox e Geppi cerchiamo di scaldarci con un po’ di rum.

A mezzanotte e mezzo circa mi rendo conto che c’è qualcosa di bianco sul computer e sul telescopio. Non sento più le estremità, il freddo c’è e si vede, il bianco sull’attrezzatura è ghiaccio… decido quindi di sospendere l’attività fotografica, non prima di aver effettuato una serie di flat, e poi comincio a smontare. Il risultato non è dei più eccelsi, ma è sicuramente già qualcosa…. il risultato naturalmente va in galleria.

Galassia di Bode

Adesso non resta che riprovare, integrando maggiormente ed aumentando il tempo di posa. Ma la configurazione funziona e, anche se il gelo ci ha messo in fuga, la prossima puntata riprovo a riprenderla di nuovo. Alla prossima!

 

 

 

 

 

Un tranquillo GIOVEdì di Pasqua…

Avete presente quelle giornate quando ci si sveglia, si guarda il cielo e si pensa: “mmmm, stasera la luna sorge tardi, Giove è abbastanza alto, il macchione è nel mezzo a quella data ora….quasi quasi stasera faccio Giove!”.

Ecco… avete presente quando tre soci del gruppo si alzano più o meno con la stessa idea (più o meno… insomma, via, diciamo la stessa e via….). Avete presente quando dopo 15 giorni di inattività c’è voglia di portare a casa il trofeo ambito… bene, ecco tre soci del gruppo che si sono alzati con la stessa idea. E quindi il giovedì santo è stato dedicato al gigante Giove. Io (Paolo) ho provato finalmente la configurazione del RC8 con l’80ED in parallelo come guida, ero turbato dal peso ma la Eq6 ha retto bene il colpo. Mentre aspettavo che Giove fosse alto ho provato a fare qualche scatto a M81 per vedere se la configurazione andava bene, e non solo ha retto i quasi 13 kg dell’apparato ottico e fotografico, ma le stelle erano perfettamente circolari, finalmente riuscivo anche ad avere gli spikes sulle stelle circostanti. E poi miseramente il computer lancia un allarme acustico: ding, ding… ding… E ORA CHE VUOLE? Controllo, vedo che Phd2 ha perso la stella guida per cambiamento di massa. Come mai? Mah, o Paolo… fattela una domanda, no??? Perchè ha cambiato la massa? Girati di spalle e hai la risposta: è sorta la luna 😎 

Smetto quindi (tanto la faccio venerdì prossimo) di fare le foto a M81 e smonto la fotocamera, alleggerendo un po’ il setup. 

Bene, è il momento di puntare su Giove, visto che è sufficientemente alto. C’è qualche problemino di seeing, ma riusciamo ugualmente nella messa a fuoco. A questo punto regolo il gain della cam, l’esposizione è perfetta… Non monto la barlow, punto e comincio la ripresa. Gli do 5 minuti di ripresa, sono circa 2500 fotogrammi. Nel frattempo smessaggiamo fra me, Simone e Roberto perchè, CASO STRANO siamo tutti e tre a fare la ripresa di Giove in siti diversi: io all’osservatorio di Pontharancy, Simone è all’osservatorio di Cerretha e Roberto è all’osservatorio di Phoyano della Kyana, con i seguenti setup: Io RC8 con camera planetaria QHY5LIIC su Skywatcher Eq6 pro, Simone invece con RC6 con camera planetaria QHY5LIIC su Celestron CG5 Advanced GT ed infine Roberto con Celestron C11, camera planetaria QHY5LII Mono  + Barlow 2x su Skywatcher nEq6 pro. I risultati della piacevole serata fra i tre siti li trovate qui sotto ed in galleria.

 

Paolo Dori

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Roberto Dori

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Simone G.

Giove (14_Apr_2017)

Giove (14_Apr_2017)

Col sole che c’è… ci vuole un Sombrero (e perchè no, anche un sigaro….)

Venerdì 31 marzo, come d’accordo ci si trova al passo con Rossano. Con la macchina ancora carica da martedì notte riparto alla volta di Passo Croce. La serata non promette bene ma decidiamo di tentare ugualmente. Oltre a Rossano so che devono presenziare anche i due Paoli di Lucca, gli ex proprietari della mia montatura. Loro vengono col binocolo.

Sono il primo ad arrivare e visto che chi arriva primo ben alloggia mi ciuccio subito il mio posto, di fronte alla marginetta, utile per ripararsi dal vento e dal freddo qualora ce ne sia bisogno. Bene, alle 19,15 sono pronto per cominciare e mi ci schiocco sopra il panozzo amorevolmente preparato dalla moglie, insieme alla prima birrozza. 

Mentre mangio arriva Rossano ed anche lui comincia subito ad attrezzarsi, è determinato e stasera vuole trovare la cometa. Io invece intendo ritentare un tot di scatti alla Sombrero (m104) ma il seeing è nemico, c’è turbolenza, scie chimiche, ed è già rispuntata anche la luna che, nonostante sia solo un falcetto, illumina già parecchio mettendo a rischio la qualità delle foto. 

Comincio a fare il plate solving ma stavolta ho usato la barlow con il tele di guida, voglio vedere se riesco ad essere più preciso. Del resto con una focale così lunga guidare non è assolutamente facile, le correzioni sono paurose. Punto il soggetto, rifaccio un solving veloce, sono di pochi gradi distante da M104. Correggo il tiro, centro perfetto, eccola lì, adesso sei nel mezzo e ti porto a casa. Provo a fare un primo scatto da 360 secondi ad 800 iso ma niente da fare, la guida con la barlow mi crea problemi. Molti, troppi problemi. Mi girano enormemente i satelliti, strappo via la barlow dal tele di guida, rimetto la cam, rifaccio il fuoco e ricomincio a guidare. Via, sessione partita. Eccola lì, nel pieno della sua bellezza. 

La luna c’è ancora, l’inquinamento luminoso di Lucca mi da parecchio fastidio ma ho montato il filtro e decido di continuare. Le nubi stanno salendo, così come la tensione. Nel frattempo sento una filza di bestemmie da paura… A Rossano non funziona la guida ma imperterrito continua a provare. Niente da fare, non ce la fa. I Paoli decidono di lasciarci e Rossano, senza guida, si dedica alla ricerca della cometa. Imposta le coordinate a mano sulla pulsantiera, il telescopio gira fra Mizar e il Drago… Scatta la fotocamera ed eccola lì, sfuggente e misteriosa ma la 41P è immortalata. 

Nel frattempo osservo ancora le nubi salire, è uno scenario che ha del fantastico, le luci della Versilia perse nelle nubi che amplificano quell’arancione fastidioso e deleterio per gli astrofili.

Dopo aver fatto 17 scatti a M104, mentre Rossano continua a fotografare la cometa, decido di cambiare soggetto. Spulciando su Stellarium mi capita l’occhio sulla quantità di galassie che si trovano nell’Orsa maggiore e punto a caso. Bodes, o M81. Non sono perfettamente allineato, ma faccio uno scatto di prova. E casualmente mi trovo in mezzo allo schermo la Galassia Sigaro, M82. Decido di tentarla ma già dal primo scatto il piccolo inverter si mette ad urlare, la batteria si sta miseramente scaricando. Riesco giusto giusto a fare 5 scatti ed i flat, fortunatamente non ho dovuto fare i dark perchè ho usato la tecnica del dithering, ma sono già soddisfatto, si vede benino ma devo integrare di più. Bene… intanto le immagini della serata di venerdì sono al sicuro in galleria, mentre il prossimo appuntamento è per continuare la Galassia Sigaro… 

Gli strani rigiri delle montature…..

Bene…. dopo aver ceduto il buon RC6 ed aver preso un RC8 Carbon realizzo che sia la guida sia la montatura sono inadatte per tale oggetto. Urge correre ai ripari. Fra me, Simone e Roberto stavamo valutando quale fosse l’alternativa valida per tutto il setup fotografico e, quasi per miracolo, il 25 marzo appare su Astrosell a Lucca una EQ6 Pro con un casino di accessori: niente coppie di ingranaggi ma trazione a cinghia, doppia piastra Vixen-Losmandy, barra contrappesi Geoptik…. e si trova a Lucca. Sono combattuto fra quella e una nEQ6 Pro a parità di prezzo ma a Finale Ligure. La scelta ricade quasi subito su quella a Lucca… ed ecco che RING, mi chiama Rossano, un caro amico speleologo, che mi dice che quella montatura lì era sua, mi elenca tutte le modifiche ecc ecc… soltanto di modifiche c’è un valore di patrimonio. Opto per questa e me l’aggiudico. Corro a prendermela e me la porto a casa, non prima di aver fatto una bella chiacchierata con i due Paoli, gli ex proprietari della montatura (con cui poi mi ritroverò lo scorso venerdì a passo croce, vedi articolo successivo). Il sabato me la porto subito dietro per l’osservazione a La Canonica di Pruno ma, come ben sappiamo, 

la maledizione della prima luce colpisce sempre ogni qualvolta si cambia il setup. Piove, governo ladro. Va bene ugualmente, la serata riesce bene con l’ausilio di proiettore, schermo e planetario. Il giorno dopo (sole abbestia, tanto per ironizzare un po’) scatto diverse foto alla mia hEQ5 e la metto in vendita su Astrosell. Nemmeno mezza giornata e subito c’è chi conclude la trattativa. E guardacaso è speleologo anche lui, il mitico Carroz. Bene, mi fa piacere che ci sia stato questo scambio internos di montature. Ma la cosa che mi colpisce è il fatto che da sottoterra siamo finiti allo spazio. Qualcuno me la sa spiegare questa?

Resto d’accordo con Rossano di andare al passo martedì sera. Arriva martedì, macchina stracarica dal lunedì, cielo eccezionale, seeing fantasticamente ottimo, luna zero. Serata perfetta.

Sarà che la stiamo aspettando da un tot, questa serata, la cometa 41P ci prende per il naso e con una focale così lunga non vuole farsi trovare. Al grido di “IO TI TROVERO’!” parto da casa, turbina calda e a regime, panino, birre, rhum…. sigari. Manca nulla? no. L’entusiasmo è sempre il solito, ogni volta che si va a fare foto è si una fatica, si torna a casa semiaddormentati ma alla fine il divertimento e la passione, soprattutto quelli, ci sono. Senza quelli si farebbe ben poco, ma il fatto di avere finalmente un’attrezzatura degna di chiamarsi tale da ancora più soddisfazione e voglia di fare.

L’emozione di aver visto un capriolo attraversarmi la strada a passo lento, fermandosi a guardarmi per qualche secondo è impagabile. 

Arrivo su alle 19 spaccate, trovo su il Geppi che ha già montato il Takashi 106 mentre aspetto Rossano. Faccio la conoscenza di Geppi, parcheggio e comincio a scaricare ed a montare.

Lascio acclimatare le attrezzature varie e mentre ci scappa un rhum scelgo il soggetto della serata. La cometa? no, M104, galassia sombrero nella costellazione della Vergine.

 

 

Comincio a fare il solving (si, lo ammetto, sono diventato pigro) e trovato il soggetto comincio a scattare… non mi pace, non mi piace. La guida si fa gli affari suoi. Eppure sto guidando con il telescopio di Nicola, perchè non guida bene? Le stelle sembrano palle da rugby, eppure va tutto bene, la proporzione c’è… la montatura è in bolla, l’allineamento polare è stato effettuato alla perfezione.  Non ho proprio idea. Lascio perdere e decidiamo di rivederci il venerdì successivo (31/03)….